ConveyConvey

Tradurre attraverso le barriere linguistiche nelle relazioni LGBTQ+

Molte lingue presentano una marcatura di genere grammaticale molto più marcata rispetto all'inglese: aggettivi, forme verbali e persino intere strutture sintattiche possono variare a seconda del genere delle persone coinvolte. Per le coppie LGBTQ+, questo non è un dettaglio trascurabile: un traduttore letterale spesso ricorre a presupposti che portano a un uso errato del genere del partner o a una ristrutturazione artificiosa della frase in relazione a un legame non previsto.

Dove la traduzione letterale fallisce

Gli strumenti di traduzione predefiniti tendono a ipotizzare una forma di genere "standard" quando una lingua ne richiede una, basandosi su modelli statisticamente comuni piuttosto che su ciò che è effettivamente vero per le persone coinvolte nella conversazione. Anche gli onorifici e i termini di parentela in molte lingue portano con sé presupposti intrinseci (espressioni come "fidanzato/fidanzata" che non si adattano a una relazione omosessuale o non binaria senza risultare artificiose o errate).

Cosa è utile?

La gestione dei pronomi e la segnalazione del contesto culturale di Convey sono progettate per cogliere esattamente questo tipo di ambiguità anziché tirare a indovinare silenziosamente; segnalano infatti quando la grammatica di una lingua sta per formulare un'ipotesi, invece di imporre un'impostazione predefinita. Ciò non elimina la complessità intrinseca che alcune lingue presentano a riguardo (si tratta di un dato linguistico reale, non di un bug da correggere), ma garantisce che l'utente non venga colto di sorpresa da una traduzione errata che attribuisce un genere errato al proprio partner in un messaggio di cui non si era nemmeno compresa l'ambiguità.

A chi è destinato questo

Le coppie e i partner LGBTQ+ che gestiscono una relazione attraverso lingue in cui la grammatica di genere non è opzionale: questo è un problema di traduzione reale e trascurato, non un caso limite.

Try Convey free →